Un pantano della Riserva di Vendicari circondato da canneti
Un pantano della Riserva di Vendicari — foto: Codas2 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

L'idea che qui la stagione finisca a settembre è comoda ma sbagliata. Fra ottobre e maggio questo angolo di Sicilia offre cose che d'estate semplicemente non ci sono: acqua ancora tiepida senza nessuno intorno, città barocche che si visitano camminando invece che cercando ombra, riserve nel momento delle migrazioni e vento vero per chi lo cerca. In cambio bisogna accettare qualche compromesso, ed è giusto dirlo prima.

Ottobre: la coda buona del mare

La stagione calda finisce il 15 settembre, ma il mare non lo sa. L'acqua resta sopra i 24 gradi fino al 2 ottobre e la media del mese è ancora di 23 gradi, praticamente quanto giugno. Chi arriva nella prima metà di ottobre trova spiagge quasi vuote e un bagno che a inizio estate nessuno metterebbe in discussione.

Anche l'aria collabora: la stagione fresca, quella con massime sotto i 18 gradi, comincia solo il 29 novembre. Fra ottobre e la prima metà di novembre le giornate sono ancora abbastanza lunghe per stare fuori, e il caldo che d'agosto obbliga a organizzare tutto attorno alle ore centrali semplicemente non c'è.

Il barocco si visita meglio d'inverno

Noto, Ortigia e Ispica, nei mesi freddi, cambiano di segno. Noto fa parte del sito UNESCO delle città tardo barocche del Val di Noto, iscritto nel 2002: quella che si visita è la città ricostruita dopo il terremoto del 1693. La sua cattedrale è crollata la sera del 13 marzo 1996 ed è stata riaperta al culto nel 2007, dopo undici anni di lavori, in quello che resta un caso quasi unico di ricostruzione integrale in muratura di un monumento in zona sismica.

A pochi passi c'è Palazzo Nicolaci di Villadorata: circa novanta stanze, iniziato attorno al 1720 su un progetto attribuito a Rosario Gagliardi e proseguito fino al 1765. I mensoloni che reggono i balconi sono scolpiti uno diverso dall'altro, fra leoni, putti, centauri, cavalli alati, chimere e sirene. Sono dettagli che d'inverno si guardano con calma, senza contare i minuti all'ombra.

Lo stesso vale per Ortigia, con il Tempio di Apollo, il più antico tempio dorico dell'Occidente greco, il Duomo nato inglobando un tempio dedicato ad Atena e la Fonte Aretusa con i suoi papiri; e per Ispica, con la Cava d'Ispica, valle fluviale lunga tredici chilometri, la catacomba della Larderia e il Parco Forza, dove sorgeva Spaccaforno prima del terremoto. Febbraio è il mese più freddo dell'anno e ha massime intorno ai 15 gradi: si cammina bene.

Sentieri e riserve: marzo-maggio, ottobre-novembre

Sono queste le due finestre giuste per camminare. A Vendicari, a un quarto d'ora d'auto, i percorsi segnalati sono tre: uno porta alla tonnara settecentesca e alla torre quattrocentesca, uno passa dagli osservatori sul Pantano Roveto e arriva alla cittadella bizantina di Maccari, uno scende a Calamosche, che si raggiunge soltanto a piedi lasciando l'auto nel parcheggio dell'ingresso.

Più a nord c'è Cavagrande del Cassibile, con i laghetti sul fondo del canyon. Qui serve prudenza vera: il sentiero di Scala Cruci è rimasto chiuso dal 2014 al 2024 ed è stato riaperto dopo i lavori di messa in sicurezza contro la caduta massi; l'accesso è a pagamento, con biglietterie ai tre ingressi. La discesa è impegnativa e le regole sono cambiate più volte negli anni: verificate sempre lo stato del sentiero prima di partire. Lo stesso vale, in generale, per gli accessi alle riserve e ai siti archeologici della zona.

Il birdwatching e le migrazioni

Vendicari è una zona umida di importanza internazionale, con cinque pantani e circa otto chilometri di costa; si stima che circa 180 specie di uccelli la frequentino ogni anno, e i capanni di osservazione servono esattamente a questo. Il birdwatching si pratica soprattutto durante le migrazioni di primavera e di autunno, indicativamente da marzo a maggio e da settembre a novembre.

L'inverno, invece, è la stagione degli anatidi svernanti, ed è forse il momento in cui la riserva somiglia di meno alla cartolina estiva. Fra le specie documentate ci sono spatole, garzette, aironi cenerini, cicogne, numerosi limicoli e il cavaliere d'Italia, bianco e nero con le lunghe zampe rosse, che è la specie simbolo. I fenicotteri rosa frequentano l'area, ma nessuno può promettervi in quale mese: si va, si aspetta e si guarda.

Del resto una delle etimologie proposte per Marzamemi, dall'arabo marsà al-hamama, cioè rada delle tortore, rimanda proprio al passaggio primaverile degli uccelli. È un'etimologia contesa, ma dice bene quanto il tema migratorio appartenga a questo posto.

Il vento dell'Isola delle Correnti

L'Isola delle Correnti, all'estremità meridionale della Sicilia, è un luogo esposto per definizione: la barra di sabbia che collega l'isolotto alla terraferma crea acqua piatta ed è un riferimento per surf, windsurf e kitesurf. Le fonti di settore indicano venti favorevoli da tutte le direzioni tranne tramontana e grecale, con intensità che nelle giornate ventose stanno fra i venti e i trentacinque nodi.

Dal punto di vista climatico il periodo più ventoso dell'anno va dal 25 ottobre al 3 maggio, con febbraio come mese mediamente più ventoso e luglio come il più calmo; la direzione prevalente è occidentale. Va letta per quello che è, cioè una statistica e non una garanzia: dice soltanto che, in media, la finestra fuori stagione è più affidabile del pieno agosto. Il vento di una singola settimana non lo decide nessuna tabella.

Che cosa mettere in conto

Due cose vanno dette con franchezza. La prima è la pioggia: novembre e dicembre sono i mesi più piovosi dell'anno, intorno ai 61-62 millimetri, e novembre è quello con più giorni di pioggia, poco più di otto in media. Non sono numeri drammatici, ma una giornata storta ci sta, e conviene avere in tasca un'alternativa al mare.

La seconda è che fuori stagione alcuni servizi legati al turismo estivo possono essere ridotti, e che orari e regole d'accesso di riserve, sentieri e siti archeologici cambiano con il periodo. Non ci azzardiamo a dire quali e quando, perché sono informazioni che si aggiornano di continuo: conviene semplicemente controllare i canali ufficiali o telefonare prima di mettersi in macchina.

In cambio si ottiene una versione di questo territorio che d'estate non esiste: strade libere, borghi che tornano a essere abitati più che visitati, e la possibilità di fermarsi davanti a una facciata barocca per tutto il tempo che serve.

Prima di partire: lo stato dei sentieri, gli accessi alle riserve e le aperture dei siti archeologici vanno verificati sui canali ufficiali. Vale in particolare per Cavagrande del Cassibile, la cui percorribilità è cambiata più volte nel tempo.

Fuori stagione questo pezzo di Sicilia smette di essere una meta e torna a essere un posto dove si vive: il che, per chi cerca esattamente quello, è il motivo migliore per venire. Da contrada Calafarina il mare resta a pochi minuti anche a ottobre, e le città barocche sono più vicine di quanto il caldo d'agosto faccia sembrare.

Aperti anche fuori dai mesi di punta — Dimora Calafarina Marzamemi

Due piscine affacciate sul mare, un giardino privato di trenta metri quadri e il sud-est siciliano tutto intorno: il periodo giusto è quello che scegliete voi.