Il sud-est siciliano è una zona compatta, e questa è la buona notizia: le cose belle stanno tutte dentro un raggio che si copre in un'ora scarsa. La notizia meno comoda è che quasi nessuna di queste cose è raggiungibile bene con i mezzi pubblici. Vendicari, l'Isola delle Correnti, Noto, Cavagrande, la Cava d'Ispica, Eloro e la Villa del Tellaro stanno in campagna, sulla costa o ai margini dei paesi, e la corriera lì non passa. Vale la pena mettere in conto un'auto e organizzare le giornate di conseguenza.
Le distanze vere, e quanto ci si mette davvero
Dalla zona di Marzamemi, Portopalo si raggiunge in pochi minuti e l'Isola delle Correnti in una ventina di minuti, contando l'ultimo tratto di strada stretta. Gli ingressi della Riserva di Vendicari stanno anch'essi attorno alla ventina di minuti, con qualche differenza a seconda di quale cancello scegliete. Sono numeri comodi: significa che una mattina al mare e un pomeriggio altrove stanno nella stessa giornata senza fretta.
Salendo verso l'interno e verso nord i tempi si allungano, ma restano ragionevoli. Noto e Ispica sono entrambe attorno alla mezz'ora, Siracusa e Ortigia attorno all'ora, il belvedere di Cavagrande del Cassibile fra un'ora e un'ora e un quarto. Prendeteli tutti come stime: dipendono dal traffico estivo, dallo stato delle strade secondarie e da quanto vi fermate a guardare il paesaggio, cosa che qui capita spesso.
Perché i mezzi pubblici non bastano
Le linee esistono e collegano i centri abitati: Interbus tiene insieme l'asse fra Catania, Siracusa, Noto, Pachino e Portopalo, e AST copre i collegamenti locali. Il problema non è l'esistenza del servizio, è la geografia delle mete. Una riserva naturale con l'ingresso in contrada, un sito archeologico in mezzo ai campi o un capo alla fine di una strada senza uscita non hanno una fermata davanti.
A questo si aggiunge la stagionalità: fuori dai mesi estivi le corse si diradano e le coincidenze diventano un esercizio di pazienza. Se per qualche giorno restate senza auto, la scelta ragionevole è concentrarsi su ciò che si raggiunge a piedi dal borgo e sui paesi collegati, tenendo le riserve per un altro momento.
Parcheggiare nei centri storici
A Noto, a Ortigia e nei centri di Ispica e Avola la regola che funziona sempre è la stessa: non provate a infilarvi dentro. Lasciate l'auto ai margini del centro, dove lo spazio c'è e le strade sono normali, e fate a piedi l'ultimo tratto. Ci si mette meno che a girare in cerca di un posto, e in più il barocco si guarda camminando, non dal finestrino.
Nei mesi di punta e nelle sere di festa i centri si riempiono e alcune vie diventano pedonali. Non è un imprevisto da temere, è semplicemente un motivo in più per arrivare con un margine di tempo e per non pianificare la giornata al minuto.
Nelle riserve si parcheggia e si cammina
A Vendicari l'ingresso è a pagamento e ci sono parcheggi a pagamento e custoditi: mettetelo in conto e considerate che il biglietto è unico per le spiagge della riserva. Una volta dentro, si va a piedi. Calamosche in particolare si raggiunge esclusivamente camminando dal parcheggio dell'ingresso, e lo stesso vale per i sentieri che portano alla tonnara e alla Torre Sveva o agli osservatori sui pantani.
Vale lo stesso ragionamento per Cavagrande del Cassibile, dove l'accesso è regolato e la discesa è impegnativa. Accessi, orari e condizioni dei sentieri in questa zona sono cambiati più volte negli anni, per incendi, ordinanze e lavori di messa in sicurezza: verificate sempre prima di partire, e non date per scontato che quello che leggete online sia aggiornato.
Il mare non è una scorciatoia
Ogni tanto si immagina di poter saltare la strada e muoversi via mare, ma qui non funziona così. Il porto di Portopalo è un porto peschereccio, il più importante della Sicilia sud-orientale, e non uno scalo passeggeri: quello che si muove all'arrivo delle barche è il pescato.
L'unico collegamento via mare che riguarda un ospite è il trasferimento estivo in barca dallo Scalo Mandria all'Isola di Capo Passero, di fronte a Portopalo. È una gita, e vale la pena farla, ma non sostituisce nessuno spostamento: per tutto il resto si torna in macchina.
Detto tutto questo, guidare da queste parti non è una fatica. Le strade fra Marzamemi, Pachino e la costa sono corte, il paesaggio di serre, muretti e macchia è bello anche fuori dai punti panoramici, e in bassa stagione si viaggia praticamente da soli. Dalla zona di Contrada Calafarina si è esattamente nel mezzo: il mare a pochi minuti, il barocco a mezz'ora, e la sensazione che tutto sia a portata di mano.
Arrivo comodo, parcheggio compreso — Dimora Calafarina Marzamemi
Il residence è interamente recintato, con accesso da cancello condominiale, e ogni appartamento ha il suo posto auto interno numerato a pochi passi dall'ingresso.