Veduta dall'alto di Ortigia con il Duomo di Siracusa e il mare
Ortigia e il Duomo di Siracusa visti dall'alto — foto: Simone Tinella · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Siracusa sta a circa un'ora di strada da qui. È la gita più lunga fra quelle che vale la pena fare dal sud-est, ed è anche l'unica per cui conviene sacrificare del tutto una giornata di mare. Ortigia e il Parco della Neapolis in una sola giornata si fanno, ma senza un minimo di ordine si finisce per correre e vedere male. Quello che segue è il modo in cui la dividiamo noi.

Un'ora di strada, due città in una

Dalla contrada si sale verso nord e in circa un'ora si arriva. Il paesaggio cambia con calma: le serre e la campagna del pachinese lasciano il posto ai mandorleti attorno a Noto e Avola, poi ricompare la costa. È un tragitto comodo, ma vi conviene farlo presto la mattina, soprattutto fra giugno e settembre, quando il caldo del primo pomeriggio rende faticoso camminare fra le pietre.

Siracusa e le Necropoli Rupestri di Pantalica sono Patrimonio Mondiale dell'Umanità: il riconoscimento tiene insieme la città greca e le necropoli scavate nella roccia dell'entroterra. Voi in giornata ne vedrete la parte urbana, che si divide nettamente in due: l'isola di Ortigia, che è il centro storico, e il grande parco archeologico, che sta più all'interno.

Ortigia, l'isola dentro la città

Ortigia è un'isola vera, collegata alla terraferma da ponti, e si gira solo a piedi: conviene lasciare l'auto prima di entrarci. Appena passato il ponte trovate i resti del Tempio di Apollo, il più antico tempio dorico dell'Occidente greco. Sta lì, a filo di strada, in mezzo al traffico e ai tavolini, e questo scarto fra il monumento e la vita di tutti i giorni è la prima cosa che colpisce.

Da quel punto in poi non serve una mappa. I vicoli sono stretti e ombrosi, si aprono all'improvviso su una piazza o sul mare, e girare a caso rende più di qualsiasi itinerario. Se avete un bambino con voi è una città che si lascia percorrere: dentro l'isola ci si muove bene a piedi.

Il Duomo: un tempio che non se n'è andato

La piazza del Duomo è il punto in cui Ortigia si mette in mostra, e la cattedrale è l'edificio che merita più tempo. È nata dall'inglobamento di un tempio dorico dedicato ad Atena: le colonne del tempio non sono sparite: sono parte della struttura della chiesa.

Racconta la sovrapposizione degli stili meglio di qualsiasi spiegazione: epoche diverse stanno una dentro l'altra nello stesso edificio. Prendetevi il tempo di girarle intorno dal lato esterno prima di entrare, perché è da lì che il tempio si legge meglio.

La Fonte Aretusa e i papiri

A pochi passi dal Duomo, affacciata sul porto, c'è la Fonte Aretusa: una sorgente d'acqua dolce che sbuca a un passo dal mare, dentro uno specchio d'acqua dove crescono papiri spontanei. È un posto piccolo, e proprio per questo sorprende: papiri con il mare alle spalle non è l'immagine che ci si aspetta.

La fonte è citata da Pindaro, da Ovidio e da Virgilio, il che la rende uno dei luoghi più a lungo raccontati del Mediterraneo. Ci si passa in cinque minuti o ci si siede mezz'ora, dipende da voi e da che ora è.

La Neapolis: Teatro Greco, Latomie e Orecchio di Dionisio

Fuori da Ortigia, verso l'interno della città, si estende il Parco Archeologico della Neapolis: circa duecentoquarantamila metri quadrati, una delle aree archeologiche più importanti della Sicilia. Si visita a piedi e in gran parte all'aperto, quindi cappello e acqua non sono un dettaglio.

Il pezzo più noto è il Teatro Greco. Poi ci sono le Latomie, le antiche cave di pietra, e l'Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale. Il nome viene attribuito a Caravaggio, che ne collegò la sagoma alla leggenda del tiranno Dionisio e alla voce che rimbalzava sulle pareti.

Fra maggio e l'inizio dell'estate il Teatro Greco ospita la stagione delle rappresentazioni classiche: tragedie e commedie greche recitate nel luogo per cui erano pensate. Ne parliamo nell'articolo dedicato agli eventi della zona, perché è il tipo di serata da mettere in programma prima di partire, non da decidere sul posto.

Come far stare tutto in una giornata

L'ordine che funziona meglio è questo: parco archeologico la mattina presto, quando l'ombra c'è ancora e i gruppi non sono arrivati; pausa lunga a metà giornata; Ortigia dal pomeriggio in avanti, fino al tramonto sul lungomare. Al contrario si rischia di arrivare alla Neapolis nell'ora peggiore, con il sole a picco e nessun riparo.

L'auto è necessaria, perché dal sud-est non ci sono collegamenti comodi per una gita in giornata. Mettete in conto il tempo per parcheggiare: in alta stagione non è immediato, e vale la pena fermarsi al primo posto utile invece di girare in tondo.

Prima di partire: orari, giorni di chiusura e modalità di ingresso del Parco della Neapolis e dei monumenti di Ortigia cambiano con la stagione. Verificateli sui canali ufficiali il giorno prima, così non fate un'ora di strada per niente.

Siracusa è l'unica gita per cui vi diciamo apertamente di rinunciare a una giornata di spiaggia. Se restate qui una settimana, mettetela a metà soggiorno: si torna in serata, si cena con calma e il giorno dopo il mare a due passi da casa sembra ancora più comodo di prima.

A pochi minuti dai luoghi di questa guida — Dimora Calafarina Marzamemi

Dalla contrada Calafarina si raggiungono in poco tempo il borgo di Marzamemi, la Riserva di Vendicari e la punta più a sud della Sicilia: una base comoda per girare senza fare ogni giorno chilometri.