Marzamemi si visita in un'ora e si racconta in molto più tempo. È un borgo marinaro piccolo, frazione del comune di Pachino, cresciuto attorno a un approdo diventato porto di pesca. Tutto quello che si vede oggi, la piazza, la loggia, il palazzo, le case basse dei pescatori, nasce da una sola attività: il tonno. Prima di farvi il giro classico con il telefono in mano, vale la pena sapere che cosa state guardando.
Un nome conteso
Sull'origine del nome non c'è accordo. La radice è quasi certamente araba, marsa, che vale «porto» oppure «rada». Da lì in poi le strade si dividono: il linguista Corrado Avolio propose marsà al-hamama, cioè «rada delle tortore», per l'abbondante passaggio di questi uccelli in primavera; un'altra ipotesi legge invece il toponimo come «porto di Eufemio».
Nessuna delle due è dimostrata, e presentarle come certezze sarebbe scorretto. Resta però che l'ipotesi delle tortore si sposa bene con il carattere del posto: pochi chilometri più a nord, a Vendicari, frequentano la riserva ogni anno circa 180 specie di uccelli. Che il nome del borgo alluda a una migrazione è, come minimo, coerente con la geografia.
La tonnara, dall'anno Mille al 1969
Le origini della tonnara si fanno risalire al periodo arabo, attorno all'anno Mille. Nei secoli è diventata una delle tonnare più importanti della Sicilia orientale: seconda solo a Favignana per numero di tonni lavorati, il che dà l'idea di quanto pesasse questo tratto di costa nell'economia dell'isola.
Il Novecento è invece la storia del declino. Nel 1912, accanto al palazzo, viene costruito lo stabilimento per la salagione del tonno e la lavorazione sott'olio; dal 1922 la produzione comincia a calare; nel 1926 lo stabilimento di conservazione chiude; nel 1943 un attacco aereo inglese danneggia le strutture. L'attività riprende in modo timido e si spegne definitivamente nel 1969. Quando camminate fra i muri della tonnara, state camminando dentro un ciclo economico durato quasi mille anni.
Il 1752 e i principi di Villadorata
Il borgo come lo vedete oggi ha una data di nascita precisa: il 1752, quando il principe Nicolaci di Villadorata fa costruire il palazzo, la loggia, la tonnara nuova e la cappella. È l'intervento che trasforma un insediamento di pescatori in un complesso organizzato, con la residenza dei proprietari, gli spazi di lavoro e quelli di rappresentanza affacciati sullo stesso spiazzo.
Gli stessi Nicolaci di Villadorata avevano il loro palazzo a Noto, a una mezz'ora da qui, quello con i mensoloni scolpiti dei balconi. Il legame fra il borgo di pescatori e la città barocca non è un accostamento inventato per i visitatori: sono gli stessi principi di Villadorata a dare il nome a entrambi, nello stesso secolo.
Piazza Regina Margherita e la chiesa nuova
La piazza è il cuore di Marzamemi, uno spiazzo affacciato sulla Loggia della Tonnara e sul palazzo dei principi. Su un lato si trova la chiesa di San Francesco di Paola, edificata nel 1945 e chiamata da tutti la chiesa nuova: facciata minimale in pietra bianca con un rosone di stile romanico, interno a navata unica con volta gotica. È piccola e sobria, e proprio per questo non ruba la scena al resto.
San Francesco di Paola è il patrono del borgo e la sua festa cade in agosto. La statua esce in processione da questa chiesa e c'è anche una processione a mare, con decine di barche al seguito; attorno ruotano i giochi popolari tradizionali, dalla pentolaccia alla corsa nei sacchi, dalla cuccagna a mare al palio della balata. Il programma preciso cambia di anno in anno, quindi se capitate qui in quel periodo conviene chiedere in giro nei giorni precedenti.
Il cinema in piazza: ieri e oggi
Per oltre vent'anni Marzamemi è stata la casa del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera, ideato e diretto da Nello Correale e co-fondato con Gian Paolo Cugno e Sebastiano Gesù, dedicato al cinema mediterraneo e di frontiera. Le proiezioni si tenevano in Piazza Regina Margherita e alla tonnara, ed è stato uno degli elementi che hanno costruito l'identità culturale del borgo.
Quel festival oggi non si tiene più qui: viene organizzato in altri comuni della Sicilia, e va raccontato al passato. L'appuntamento cinematografico attuale di Marzamemi è un altro, il Marzamemi CineFest, festival delle identità mediterranee curato dalla Pro Loco del borgo: cinque giorni a inizio settembre, con proiezioni all'aperto in piazza, mostre nella Loggia della Tonnara, incontri con registi e attori, presentazioni e concerti. A inizio luglio, sempre in piazza e nel cortile del palazzo dei principi, si tiene invece il Festival del Pesce Azzurro, con degustazioni di sarde, alici, sgombro e tonno secondo le ricette tradizionali.
Il consiglio è di farvi un giro in piazza la mattina presto, prima che arrivi la gente: è il momento in cui il borgo somiglia di più a quello che è sempre stato. Poi tornateci la sera, quando il quadro cambia completamente. Da Contrada Calafarina sono pochi minuti, e non serve prenotare nulla per vederlo due volte nello stesso giorno.
A pochi minuti dai luoghi di questa guida — Dimora Calafarina Marzamemi
Dalla contrada Calafarina si raggiungono in poco tempo il borgo di Marzamemi, la Riserva di Vendicari e la punta più a sud della Sicilia: una base comoda per girare senza fare ogni giorno chilometri.